venerdì, 21 marzo 2008

Che serata, quella di ieri. Che serata. Lo so, che alle persone normali può apparire - anzi, appare - un insieme di cose da fuggire come la peste, ma tant'è. Che non sono normale, si sapeva, e senza nemmeno tanti dubbi...

Iniziata alle otto, con la celebrazione in Coena Domini. O meglio, un po' dopo le otto, perchè sono arrivata un po' in ritardo. E lui... Be', lui. Basta, fine, stop, lui è lui e come ormai ho ripetuto fino alla nausea riesce a farmi sentire bene anche stando solo nello stesso ambiente.

Poi, alle nove (ma anche lì arrivai in ritardo....praticamente alle dieci), riunione di Partito. Per carità, la riunione in sè è servita a dimostrare che certa gente è veramente IMBECILLE. Non che avessi dei dubbi su certe figure, eh, ma ogni volta riescono a stupirmi... Giuro. Ma la conclusione è stata simpatica... Ho imbustato un numero infinito di lettere, con quattro persone troppo simpatiche (no ok, tre simpaticherrime e una semplicemente nella norma). abbiamo finito quasi a mezzanotte e mezza, ma ho riso tanto che mi ha ripagato la stanchezza!

 

Ma ora, come la peggiore delle ritorsioni, arrivano le riflessioni filosoficoemotive.

 

E' sconvolgente, quanto il lavoro manuale sia utile a cacciare i pensieri. Più ancora di sentir parlare altri. Perchè, insomma... Quando c'è qualcuno che parla, anche se la cosa ti interessa, se hai il cuore gonfio alla fine ti astrai, lo sguardo si punta sul nulla e il tuo cervello si perde, inseguendo un filo che non sai dove porti...O meglio, lo sai, ma è così dolce il cammino che cincischi, lasci che i tuoi pensieri si soffermino su dettagli trascurabili, perchè ogni passo per quanto lento è qualcosa di prezioso che vuoi imprimerti nel ricordo per non perderlo mai.

E invece, un lavoro sciocco e ripetitivo come infilare delle lettere piegate dentro una busta, e chiudere la busta, il tutto cazzeggiando allegramente, distrae in maniera divina. Perchè pensi al cazzeggio, alla battuta, ai parassiti del piano di sotto che fanno tanti discorsi per aver messo dieci etichette e tu invece sei lì a farti il mazzo tanto e per di più ti diverti anche.

Ma poi rimango sola, sola con quei pensieri che per una mezz'ora si erano autoincaricati di nascondersi nelle profondità del buio della memoria. E riemergono, dolorosi e dolcissimi. Un gesto, una carezza. Una parola, lieve come l'abbraccio di un angelo. Un cielo dove inspiegabilmente le stelle brillano anche se c'è luna piena. Il vento gentile che accarezza gli ulivi. La consapevolezza di quel qualcosa che sembra normale, giusto, possibile e che invece non ci sarà mai.

Diventa tutto doloroso, e al tempo stesso così perfetto da toglierti il fiato. Ripensi a un cenno, o a un dettaglio, a uno sguardo, e convivono le dimensioni più opposte della tua vita in quell'unico punto, in un attimo. Giusto e sbagliato, bene e male, dolore e gioia. In un puntino piccolo piccolo, un universo.

Non so se sono una perfetta idiota, una vecchia romantica da romanzi di Jane Austen, o semplicemente una psicotica con qualche patologia bizzarra. Non lo so. So che in momenti come ieri sera, riesco ad essere la persona più felice del mondo e la più amaramente triste nello stesso istante, e per lo stesso motivo.

Piuttosto bizzarro, no?

MinervaTheGreat alle 11:00 in: dalla penna di minerva
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Commenti
#1   22 Marzo 2008 - 11:22
 
O no che non è bizzarro, nemmeno per un po'.
Oddio... forse per quelli "normali", sicuri di sè, insomma, per quelli fighi, beh per loro probabilmente questi deliri sono solo inezie...

Ma non è bizzarro, cara mia. Sai MOLTO BENE che è tutto reale, che certe sensibilità come la tua e quella di qualcun altro molto vicino a te spiritualmente e molto lontano fisicamente non riescono ad accettare lo stato di fatto delle cose.

Perché "la consapevolezza di quel qualcosa che sembra normale, giusto, possibile e che invece non ci sarà mai" è un dolce malessere che spacca l'anima. Dentro.

E per quanto ci sia il conforto di chi abbiamo vicino... quella frattura rimane.
utente anonimo

#2   23 Marzo 2008 - 18:35
 
piccina, mi fa piacere che tu abbia passato una bella serata, ma capisco anche perfettamente l'amarezza acquattata dietro le risate, e il divertimento, come l'ombra di un Mangiamorte alle nostre spalle...
un abbraccio
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