e sono qui stupidamente, nel cuore della notte, ben consapevole di stare facendo una stronzata perchè domani mattina (stamattina) dovrò alzarmi alle 5.30... ma non riesco a dormire.
penso, come ogni volta che sono da sola. rimugino, rimastico, rifletto...e forse non dovrei.
Oggi ho dovuoto salutare un'amica, a causa di problemi più grossi di quanto avessi creduto, e confesso di esserne stata triste. Avevo creduto di poterla aiutare, di poterci almeno provare... e invece un Mi dispiace, una spiegazione sul voler bene a se stessi, e via. Provo a capire, certo, e forse in una certa misura posso provare a farlo...ma è una strana, e non gradevole, sensazione.
Ma vabbè, in fondo è un periodo così. Anzi. Una vita, così.
L'unica cosa certa del mio 2008, quel viaggio bellissimo su cui il mio cuore era saltato a pié pari e al quale si era aggrappato con tutte le sue forze, è andato - mi si passi il termine brusco - cortesemente a puttane. E come al solito, non per mia decisione.
Lunedì riprende l'università e - ahimé - non ne ho tutta sta voglia. A differenza di quel che dico e dimostro parlando con il resto del mondo, l'idea di non avere quell'aereo che mi aspetta subito dopo Pasqua mi fa male da morire. Ci contavo. Era il mio sogno, quello accarezzato e cullato con tenerezza dentro al cassetto, quello che mi faceva sembrare più bella ogni cosa. E non c'è più.
Non importa che lui mi abbia rassicurata. Non importa che capisca. Importa solo che adesso non ho più nulla da aspettare.




