Questo è troppo… Davvero troppo.
La mia vita non era già abbastanza miserabile? Non era già abbastanza solitaria, chiusa in un mondo di libri che grazie al cielo continuo a ergere tra me e il mondo? Non era già abbastanza lontana da quelle vivaci e briose delle mie “amiche”?
No. Ci voleva anche la coltellata finale.
Io, sola, irrimediabilmente sola, terrorizzata all’idea di soffrire e di conseguenza lontana da ogni affetto. Sola e ignorata, considerata strana fuor d’ogni misura, rintanata nello studio della teologia che ancor più mi allontana dal mondo dei “normali” – perché non è “normale”, secondo il mondo intorno a me, che a una ragazza piacciano queste cose.
E poi Elisa. Che non solo ha sposato un idiota colossale, uno degli esseri contemporaneamente più zuccherosi e cerebralmente inesistenti del pianeta. No, non bastava sposarlo con un matrimonio volgare e il cui indice di squallore è stato prossimo all’altezza del K2. No. È incinta.
E io sono un’amica di merda.
Perché invece di essere contenta per lei cerco qualcuno con cui condividere i miei conati di vomito. Perché non posso congratularmi, no, non ce la faccio, perché resto convinta che suo “marito” sia l’essere più infantile che si possa pensare e l’abbia sposata solo per avere una scusa per andarsene di casa.
L’ho considerata la mia migliore amica per anni. E lo era… Ma poi è arrivato lui. Lui, che con il suo modo di fare possessivo e da bambino dell’asilo ne ha fatto una vecchia moglie prima ancora che fossero insieme sul serio. Lui, che siccome gli sto sulle palle ha rovinato un’amicizia grandiosa.
No, non ci provo a piacergli. Perché anche lui sta sulle palle a me, e parecchio. Squallido bambinetto idiota, non so proprio cosa farmene. Preferirei smettere di respirare, piuttosto che andare a genio a lui.
Sono gelosa? Invidiosa? Incazzata?
Il mio ego razionale dice di no, lo nega con tutte le sue forze perché non intende abbassarsi a tanto. La voce infida e traditrice che ogni tanto esce dal subconscio sussurra melliflua che forse non sarò gelosa, invidiosa e incazzata ma poco ci manca.
Un po’ gelosa perché sono sola come un cane, e perché nonostante mi ostini a dire che Elisa può cuocere nel suo brodo fino ad affogarci l’idea che non siamo più amiche come una volta mi dispiace davvero tanto. Ma non è uno strappo ricucibile… Lei non sopporta la mia passione teologica, è convinta che sia una idiozia per preti e deficienti. Io non sopporto il Caprone. Ergo, fuorché una pizza non ci può essere altro spazio di manovra.
Incazzata, sì, parecchio ed è l’unica cosa che credo di non avere mai negato. Essere esclusa del tutto non mi è mai piaciuto, ma quando ad ignorarti è quella che fino al giorno prima è stata l’amica con cui ti raccontavi vita morte miracoli giuro che il primo pensiero che ti viene è “Vendetta, tremenda vendetta”. E poi, non sopporto di essere presa per il culo. Amen.
Quanto all’invidia… c’è un acceso dibattito in corso.
Ego razionale: « Invidia? Giammai! Perché ha trovato un deficiente che se l’è sposata? Figurarsi! »
Subconscio: « Un po’ ti brucia »
E. R. : « Ma brucia tu scusa… Sto benissimo così »
S. : « Sì, certo. E Tu-sai-Chi quindi non è un tentativo di riempire almeno in teoria la tua vita vuota, perché meglio struggersi per un amore impossibile che sentirti guardare come un alieno »
E.R. : « Cosa vuoi saperne! Tu-sai-Chi è l’unica cosa bella che c’è nella mia vita di merda. Quanto al resto, sono semplicemente razionale e illuminista fino in fondo. La ragione va sopra i sentimenti, che sono cagate inventate per chi non sa fare di meglio »
S: « Allora perché ti scaldi tanto? »
E.R.: « Io – non – mi – scaldo – affatto »
S: « Come vuoi. E allora perché non puoi essere felice per Elisa? »
E.R.: « Vuoi proprio saperlo? Eh, vuoi saperlo, subconscio maledetto? Te lo dico subito, perché! Perché sono una cretina, e in fondo speravo che le cose sarebbero potute tornare ad essere come prima, che forse saremmo tornate amiche prima o poi! Invece un figlio cambia tutto… Lo scetticismo sul matrimonio in fondo sono riuscita a camuffarlo. Questo invece non ce la farò mai… Perché sono due irresponsabili. Anzi, lui soprattutto. E la Eli farà una vita di merda dividendosi tra il lavoro, i suoi rutti – e il suo vasto egocentrismo – e il pupo, perché “un uomo non cambia i pannolini” e lui è convinto di essere un uomo »
Fine del dibattito. Non so se sono invidiosa. L’unica cosa che so è che sono sola. E che lo sarò ogni giorno di più, fino a ridurmi ad una psicotica gattara che vive da eremita. O forse senza nemmeno i gatti, visto che già di uno mi schifa pulire la lettiera…
Forse farò meglio a tornare a dormire.
Qualcuno mi dia un libro, please…




