senza parole. mi piace il video, mi piace la canzone, mi piace il testo...ok la pianto. godetevi la buona musica.
senza parole. mi piace il video, mi piace la canzone, mi piace il testo...ok la pianto. godetevi la buona musica.
Credo, con ogni buona probabilità, di star avviandomi, per quanto riguarda la serenità, sul viale del tramonto o, per essere più realistici, di averne oltrepassato almeno la metà. Sono stanca, davvero, stanca da morire.
Stufa di lottare, di cercare di capire, di scusarmi per colpe che non ho... Sono una persona solitaria, lo so benissimo, e poco socievole, e rissosa alle volte, e... Ok. che non sono santa maria goretti, si sapeva. Che ho un carattere di merda, pure.
Ma quando prendo un impegno, bè, cavoli, mi faccio in dodici, rischio lo strangolamento tra le mille cose da fare, ma se ho detto sì è sì, e non mi tirerei indietro manco se me lo chiedesse Dio in persona.
Grazie. Lo so. Non posso misurare gli altri su me stessa. Lo so, anche se spesso lo dimentico. Solo che... Non è che prendo misure. Mi inca**o. Ammazzatemi, ma è più forte di me. Non mi tiro indietro all'ultimo, e mi fa inca**are quando lo fanno gli altri.
Questo non significa che non comprenda le ragioni altrui, eh, capiamoci. Le comprendo, davvero, non devo nemmeno sforzarmi tanto per riuscirci, però... Però. perchè m'inca**o uguale, ragionevole o meno che sia. Mi fa star male, e io sono cortesemente stufa di star male per colpa degli altri. Ho già vomitato due volte, in quest'ultima ora, per il nervoso. So che il vomito non risolve i problemi del mondo e nemmeno i miei. Ma andatelo a spiegare al mio stomaco, che si inca**a quanto la sottoscritta, e si contorce, e sballotta, e poi finisce che alle carote dell'aperitivo gira la testa e vogliono scendere.
Sono inca**ata come una biscia, anzi come una vipera giacché mi sento quantomai velenosa. Ho voglia di prendere qualcuno, sederlo su una sedia e rovesciargli addosso tanti insulti finchè non resterò senza voce. Così almeno non avrò neppure più il problema del musical.
Nostra Signora del Fair Play,
ora pro nobis.
Ho qualche seria difficoltà ad articolare frasi educate,
quest'oggi,
quindi per cortesia pensaci tu.
*ringhia*
Ah, cheddolore! Test per cui mi ha chiamato in causa Erica, ma al quale non ho la più pallida idea di come rispondere!!! *mumble mumble*
Quando ero piccola credevo che....
1. Incredibile ma vero, anche io credevo che Dio e gli dei convivessero tutti insieme allegramente in cielo, in una specie di Condominio delle Divinità con il portiere in livrea e i citofoni dorati
2. Avrei trovato molto romanticamente il Principe Azzurro, o che l'alternativa fosse il matrimonio col mio compagno di banco di terza elementare (ora che l'ho rivisto, mi congratulo per avere ben presto cestinato questa seconda ipotesi)
3. Che non mi sarei mai comprata di mia volontà qualcosa di ROSA (e invece...)
4. Che da grande avrei fatto la pianista, e la mia mamma sarebbe stata fiera di me
5. Che un giorno qualcuno mi avrebbe riconosciuta come la figlia scomparsa di una coppia di grandi studiosi/o di romantici nobili (a seconda dei periodi) e mi avrebbe riportato alla mia *ricchissima* famiglia d'origine
6. Che nel cimitero del mio paese ci fossero cose strane ed inquietanti, specie nella parte con la terra e l'erba
7. Che non potesse esistere niente di più buono dei calamari fritti ^O^
E dopo queste chicche... Coinvolgerei nel gioco Luca, ma conoscendolo mi sa che non mi accontenterà mai! XD
Non mi prendo la pena di replicare a quanto è successo.
Mi sembra incredibile, totalmente incredibile, essere stata fraintesa a tal punto. Vedere le mie parole - scritte - prese e rigirate al punto da sembrare altro.
be', non intendo sentirmi un mostro. Scusate tanto, tutti quanti.
Una cara amica - a questo punto "amica" addirittura più di quanto pensassi - mi ha fatto presente che l'onestà intellettuale non paga. Non è capita. Sì, hai proprio ragione.
E se il prezzo di aver cercato la ragionevolezza, è far la figura della stronza, pazienza. Io ho agito secondo coscienza, e non me ne vergogno.
Sono una stronza per questo? Vabbè.
"Fine", lo so dire anch'io.
Situazione: sei un puerillo di tredici anni che va a ripetizioni da almeno tre, perchè in parte non hai voglia di fare un beneamato tubo e in parte hai - d'accordo - qualche problemino con l'attenzione.
Situazione (bis): domani hai compito in classe di Letteratura Italiana, della quale - lo so per certo - non sai un fico secco e nemmeno non secco.
Situazione (ter): lasci a scuola il libro, perchè figurati, studiare a cosa serve, tanto te sai già tutto senza bisogno di rileggere!
Situazione (quater): Per quale cavolo di assioma io devo riassumerti TUTTA E DICO TUTTA LA LETTERATURA DA LEOPARDI AL DECADENTISMO quando tu, ad ogni mio tentativo di farti una domanda, rispondi ostinatamente "Non l'abbiamo ancora fatto"???
Santi del Paradiso, ma se devi studiare il decadentismo io SO per certo che quella pora donna infelice della tua prof Verga te l'ha spiegato! E che quando te l'ha spiegato, per quanto scema lei sia e per quanto poco goda della mia stima personale, di certo non ha saltato i Malavoglia! No perchè sai, tesoro di zia, ce l'ho avuta anche io quella donna lì come insegnante........lo so, che sui Malavoglia fa due palle tali che ci si può andare in mongolfiera....
Risultato, ho un fegato delle dimensioni di un fegato di vacca chianina, un nervoso che si taglia col coltello, e t'ho pure dovuto semplificare il Decadentismo (io che lo amo) in quindici e dico quindici righe! Presentati domani senza saperlo, e ti scortico...
oh come sono pacifica&democratica quest'oggi.
Ludovico Einaudi, suonato da chissà chi..."In un'altra vita"
Mi sento così. Con qualcosa di rotto, pensando ad un'altra vita. Sei partito, sì, come previsto, come sapevo, come avrei dovuto fare anch'io. Solo che io sono qui, per colpa di colossali stronzate, e tu sei partito.
E per colpa delle paranoie di mia madre, che devono esser diventate contagiose, sono in ansia fin da ora, nel terrore ogni volta che il tg pronuncia il nome di un posto qualsiasi del Medio Oriente. Sono pazza, lo so, perdonami. Ma non posso farne a meno. Resto sola un istante, e mi assalgono i pensieri peggiori. Perchè tu sei lontano, e io ho paura come la peggiore delle stupide.
Paura, al punto da guardarti, sabato, con le lacrime agli occhi, lacrime scusate dietro l'alibi della stanchezza, di uno sbadiglio, del vento, di qualunque cosa potesse servire. Al punto da guardarti e pensare, come una sciocca, a che cosa resterebbe della mia vita se dovesse succederti qualcosa. Al punto da contemplare quel cucchiaio di cenere, e pregare Dio come non facevo da tempo, ti prego se dovesse essere destino che gli accada qualcosa, ti prego, me, non lui, non lui, non lui... Paura, forse nata solo dalla vicinanza di mia madre. Non so. Paura, e basta.
Non importa che il futuro ci sia o non ci sia, e che sia o meno insieme. Mi fa male il cuore, fisicamente, da impazzire, da togliermi il fiato, se solo penso il mondo senza di te. Sono - ancora una volta - una vecchia, un po' psicotica, romantica senza possibilità d'uscita? Può darsi. Ma tu, per l'amor del cielo, torna da me.
Che serata, quella di ieri. Che serata. Lo so, che alle persone normali può apparire - anzi, appare - un insieme di cose da fuggire come la peste, ma tant'è. Che non sono normale, si sapeva, e senza nemmeno tanti dubbi...
Iniziata alle otto, con la celebrazione in Coena Domini. O meglio, un po' dopo le otto, perchè sono arrivata un po' in ritardo. E lui... Be', lui. Basta, fine, stop, lui è lui e come ormai ho ripetuto fino alla nausea riesce a farmi sentire bene anche stando solo nello stesso ambiente.
Poi, alle nove (ma anche lì arrivai in ritardo....praticamente alle dieci), riunione di Partito. Per carità, la riunione in sè è servita a dimostrare che certa gente è veramente IMBECILLE. Non che avessi dei dubbi su certe figure, eh, ma ogni volta riescono a stupirmi... Giuro. Ma la conclusione è stata simpatica... Ho imbustato un numero infinito di lettere, con quattro persone troppo simpatiche (no ok, tre simpaticherrime e una semplicemente nella norma). abbiamo finito quasi a mezzanotte e mezza, ma ho riso tanto che mi ha ripagato la stanchezza!
Ma ora, come la peggiore delle ritorsioni, arrivano le riflessioni filosoficoemotive.
E' sconvolgente, quanto il lavoro manuale sia utile a cacciare i pensieri. Più ancora di sentir parlare altri. Perchè, insomma... Quando c'è qualcuno che parla, anche se la cosa ti interessa, se hai il cuore gonfio alla fine ti astrai, lo sguardo si punta sul nulla e il tuo cervello si perde, inseguendo un filo che non sai dove porti...O meglio, lo sai, ma è così dolce il cammino che cincischi, lasci che i tuoi pensieri si soffermino su dettagli trascurabili, perchè ogni passo per quanto lento è qualcosa di prezioso che vuoi imprimerti nel ricordo per non perderlo mai.
E invece, un lavoro sciocco e ripetitivo come infilare delle lettere piegate dentro una busta, e chiudere la busta, il tutto cazzeggiando allegramente, distrae in maniera divina. Perchè pensi al cazzeggio, alla battuta, ai parassiti del piano di sotto che fanno tanti discorsi per aver messo dieci etichette e tu invece sei lì a farti il mazzo tanto e per di più ti diverti anche.
Ma poi rimango sola, sola con quei pensieri che per una mezz'ora si erano autoincaricati di nascondersi nelle profondità del buio della memoria. E riemergono, dolorosi e dolcissimi. Un gesto, una carezza. Una parola, lieve come l'abbraccio di un angelo. Un cielo dove inspiegabilmente le stelle brillano anche se c'è luna piena. Il vento gentile che accarezza gli ulivi. La consapevolezza di quel qualcosa che sembra normale, giusto, possibile e che invece non ci sarà mai.
Diventa tutto doloroso, e al tempo stesso così perfetto da toglierti il fiato. Ripensi a un cenno, o a un dettaglio, a uno sguardo, e convivono le dimensioni più opposte della tua vita in quell'unico punto, in un attimo. Giusto e sbagliato, bene e male, dolore e gioia. In un puntino piccolo piccolo, un universo.
Non so se sono una perfetta idiota, una vecchia romantica da romanzi di Jane Austen, o semplicemente una psicotica con qualche patologia bizzarra. Non lo so. So che in momenti come ieri sera, riesco ad essere la persona più felice del mondo e la più amaramente triste nello stesso istante, e per lo stesso motivo.
Piuttosto bizzarro, no?
premetto che ieri sera non ho mangiato nulla di pesante.
premetto che non sono proprio completamente pazza (almeno credo).
premetto che solo io potrei sognare delle persone così assurde tutte insieme e in certe disarmanti condizioni psicofisiche.
e ora passiamo al sogno più deficiente che io abbia fatto negli ultimi mesi...
Ho sognato che ero in una villa. Bianca con il tetto rosso, e una scalinata che conduceva all'ingresso. Ed ero in compagnia di (ecco, prima pazzia) CAMILLO RUINI. sì lui, il cardinale, ruini l'inconfondibile ruini.
e già, come dire, la cosa è moooooolto bizzarra.
vabbè, saliamo 'sta scala, entriamo in un ambiente molto ampio, sulle tonalità del marrone mi pare, Camillo fa gli onori di casa e io candida candida mi giro e gli dico
"scusa, sai, ma non ci riesco proprio a prenderti sul serio...non ce l'ho mai fatta...assomigli a suor cantù!" (che è una suora vecchia e svanita che conosco...e che somiglia tantissimo a ruini!)
Lui si stringe nelle spalle, ride, e saluta qualcuno che sta arrivando... E qui arriviamo al fatto che secondo me in condizioni normali andrebbe imputato alla peperonata a mezzanotte, o alla parmigiana di melanzane, o che so...
La persona che arriva è un altro cardinale... Sepe...Crescenzio, per dire. Che pover'omo già ha sta sfiga di nome urendo, e guarda te io come me lo vado a sognare...
Dunque, dicevamo, entra Crescenzio, così conciato, partendo dal basso. Calzettoni porpora. Mutande. Pullover A RIGHINE. Zucchetto cardinalizio.
ora se qualcuno ha presente il personale di Sepe...immaginatelo in mutande... brrrrrrrrrrrr!
Segue una edificante conversazione che ho rimosso in tronco dalla memoria, ma ricordo che Camillo&Crescenzio avevano un armadietto dei liquori fenomenale, grosso come tutta una parete...ma non so che c'entri nel sogno.
a quel punto - E NON CHIEDETEMI SPIEGAZIONI - apro un armadio, come se fossi in un negozio, e mi compro un delizioso vestitino (che inspiegabilmente mi sta pure DA DIO) estivo, che - dico a Camillo - indosserò al matrimonio della Fra con Checcanaveral. Bah. Più stupido l'intermezzo che il sogno...
Ad un tratto appare (questa è ancora più allucinante, trattandosi della sottoscritta e di quello che pensa di tale essere umano) l'on. DiPietro.
No, dico. DiPietro in un MIO sogno. Probabilmente dopodomani ci sarà l'apocalisse...
E io e Di Pietro iniziamo a rompere tutte le bottiglie del gigantesco armadio dei liquori di Camillo&Crescenzio.
Fine del sogno. E giuro che ieri non ho mangiato niente di pesante, giuro giuro giuro.
se qualcuno riesce ad interpretarlo, son proprio curiosa... ^________________^