Quella volta che sei partito con entusiasmo, con la convinzione che il cambiamento ti avrebbe salvato la vita.
Quella volta che hai deciso di essere irreprensibile, per non compromettere una carriera che - forse - sarebbe iniziata almeno dieci anni dopo
Quella volta che hai imposto a te stesso di essere prosaico e spiccio e di dire sempre "pane al pane e vino al vino"
Quella volta che hai creduto che qualcuno potesse vedere oltre lo scafandro che hai costruito intorno a te.
Quella volta che hai cercato di capire come sia possibile che quando un altro è in crisi risulta interessante, e quando lo sei tu nessuno ti crede. O, alla meglio, la considera un modo patetico di farti notare.
Quella volta che hai pensato di potercela fare anche da solo, perchè la solitudine aiuta a concentrarsi.
Quella volta che hai scoperto che la solitudine è troppo pesante, ma ormai era troppo tardi.
Quella volta che dovevi studiare, e il tuo cervello invece seguiva i movimenti di un granello di polvere lontano chilometri.
Quella volta che avresti voluto qualcuno accanto in grado di volerti bene.
Quella volta che hai pianto sinceramente, ed è stato preso per una momentanea crisi di nervi.
Quella volta che volevi distruggere tutto e fare il vuoto, ché forse dopo saresti stato meglio.
Quella volta, in cui l'unica soluzione possibile sembrava la fuga. Quella volta che ti hanno detto che non si fugge.
Quella volta che hai mandato tutti quelli che te lo dicevano a raccoglier margherite in un campo d'ortiche, e se scappato sul primo aereo senza nemmeno guardare dov'era diretto.
MinervaTheGreat alle 13:26 in:
paura,
vivere,
dalla penna di minerva
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